| 23/01/2010 | |
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Gea Finelli «È meglio accendere una candela piuttosto che maledire l’oscurità». L’invito è di Madre Teresa di Calcutta, ma pochi sono capaci di trasformarlo in realtà. Questa straordinaria forza l’hanno avuta Anita Licastro e Luca Rusgnack, genitori del piccolo Manuel, colpito da un’encefalopatia che lo ha privato della vita il 9 ottobre scorso. Ieri, nel Palabimbo dell’ospedale Santobono, è stata presentata la Ret Cam 3, una sofisticata attrezzatura di ultima generazione utilizzata per la diagnosi della retinopatia del prematuro, che verrà donata dalla coppia di coniugi al Centro di riferimento regionale per la retinopatia del pretermine diretto dal dottore Salvatore Capobianco. L’acquisto dello strumento diagnostico - valore 160mila euro - è il risultato di un grande sforzo di solidarietà. Associazioni e famiglie si erano mobilitate per raccogliere i fondi necessari a portare Manuel in Florida, dove la terapia in camera iperbarica che avrebbe potuto salvarlo costava circa 300mila euro. Troppo poco il tempo a disposizione per frenare la degenerazione della malattia: il viaggio della speranza non c’è mai stato. Ma il ricordo di Manuel resterà nella possibilità di guarigione per tanti altri bambini, grazie all’apparecchio comprato dai genitori con i fondi raccolti per andare negli Usa. Gino Rivieccio, testimonial dell’evento, ha posizionato sul macchinario una targa in memoria del piccolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA | |